Antincendio
Calcolo dell'esodo: affollamento, numero di uscite, lunghezze e larghezze
Quante persone ci sono, per quante uscite passano, quanto è lungo il percorso e quanto devono essere larghe le porte. Il capitolo S.4 del Codice risponde con poche tabelle e una formula: qui le ripercorriamo una per una, e le applichiamo a una sala da pranzo di 180 metri quadrati.
I valori e i paragrafi di questo articolo sono quelli del Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015, allegato 1) nell'edizione coordinata dei Vigili del fuoco in vigore dal 1° gennaio 2023, revisione 00, riscontrati sul testo l'11 ottobre 2026. Una ricerca in rete della stessa data, limitata ai capitoli G.3, S.2 e S.4 e agli anni 2025 e 2026, non ha dato provvedimenti che li modifichino; per gli altri capitoli citati non è stata fatta. Non è un riscontro in Gazzetta Ufficiale, che va fatto prima di usare un valore in un progetto. Questa è la spiegazione di un metodo, non un calcolo da depositare.
I passi del calcolo
Il sistema d'esodo si progetta a partire da due dati per ciascun compartimento (paragrafo S.4.6): il profilo di rischio Rvita di riferimento e l'affollamento. Se l'ambito serve compartimenti con profili diversi, si prende il più gravoso ai fini dell'esodo. Da lì, in ordine: il numero di uscite, i corridoi ciechi, la lunghezza d'esodo, la larghezza. Il profilo Rvita si attribuisce come spiegato in Profili di rischio: come si attribuiscono.
1. Quante persone: l'affollamento
L'affollamento massimo di ogni locale si ricava in uno di tre modi (S.4.6.2): moltiplicando la densità di affollamento della tabella S.4-12 per la superficie lorda del locale; applicando i criteri della tabella S.4-13; oppure seguendo la regola tecnica verticale dell'attività. Un ristorante, per esempio, ha 0,7 persone al metro quadrato.
| Tipologia di attività | Densità |
|---|---|
| Ambiti all'aperto per spettacolo o intrattenimento, delimitati e senza posti a sedere; locali al chiuso di spettacolo o intrattenimento senza posti a sedere e senza arredi, con carico d'incendio specifico qf ≤ 50 MJ/m² | 2,0 persone/m² |
| Ambiti per mostre ed esposizioni; ambiti di spettacolo o intrattenimento con arredi o con qf > 50 MJ/m² | 1,2 persone/m² |
| Ambiti adibiti a ristorazione | 0,7 persone/m² |
| Attività scolastica e laboratori (senza posti a sedere); sale d'attesa; uffici; vendita di piccole attività commerciali al dettaglio con settore alimentare o misto | 0,4 persone/m² |
| Vendita di medie e grandi attività al dettaglio con settore alimentare o misto; vendita al dettaglio senza settore alimentare; sale di lettura di biblioteche e archivi | 0,2 persone/m² |
| Ambulatori; vendita all'ingrosso; vendita di piccole attività al dettaglio con specifica gamma merceologica non alimentare | 0,1 persone/m² |
| Civile abitazione | 0,05 persone/m² |
Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-12. Sintesi delle righe, valori riscontrati sulla tabella.
| Tipologia di attività | Criterio |
|---|---|
| Autorimesse pubbliche | 2 persone per veicolo parcato |
| Autorimesse private | 1 persona per veicolo parcato |
| Degenza | 1 degente e 2 accompagnatori per posto letto, più gli addetti |
| Ambiti con posti a sedere o posti letto (sale riunioni, aule scolastiche, dormitori) | Numero di posti più gli addetti |
| Altri ambiti | Numero massimo di presenti (addetti più pubblico) |
Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-13.
Due cose da sapere. Il responsabile dell'attività può dichiarare un affollamento inferiore a quello calcolato, ma si impegna a rispettarlo, per ogni ambito e in ogni condizione d'esercizio: se poi il locale si riempie oltre il numero dichiarato, l'impegno non è rispettato. E se l'attività non rientra nelle tabelle, si può far riferimento a norme o documenti tecnici di organismi europei o internazionali riconosciuti.
2. Quante uscite
Ogni ambito deve avere almeno due vie d'esodo indipendenti (S.4.8.1.1): sono indipendenti quando è minima la probabilità che l'incendio le renda indisponibili insieme. Per le uscite da un locale o da uno spazio a cielo libero vale la tabella S.4-15.
| Rvita | Affollamento dell'ambito | Uscite |
|---|---|---|
| Qualsiasi | > 500 occupanti | 3 |
| B1 [1], B2 [1], B3 [1] | > 200 occupanti | 3 |
| Altri casi | 2 | |
| Se è ammesso il corridoio cieco (punto 3) | 1 |
[1] Ambiti con densità di affollamento > 0,4 persone/m². Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-15.
3. Il corridoio cieco
Il corridoio cieco è la parte di percorso in cui gli occupanti hanno una sola via d'esodo, senza alternative. Il Codice lo ammette, ma ne limita il numero di persone esposte e la lunghezza (S.4.8.2): ogni corridoio cieco deve rispettare insieme l'affollamento massimo e la lunghezza massima Lcc della tabella S.4-18. Il Codice consente di omettere la porzione finale del corridoio se è protetta in certi modi (comma 3 e tabella S.4-20): qui non entriamo nel dettaglio.
| Rvita | Affollamento massimo | Lcc massima |
|---|---|---|
| A1 | ≤ 100 occupanti | ≤ 45 m |
| A2 | ≤ 100 occupanti | ≤ 30 m |
| A3 | ≤ 100 occupanti | ≤ 15 m |
| A4 | ≤ 50 occupanti | ≤ 10 m |
| D1 | ≤ 50 occupanti | ≤ 20 m |
| D2 | ≤ 50 occupanti | ≤ 15 m |
| B1, E1 | ≤ 50 occupanti | ≤ 25 m |
| B2, E2 | ≤ 50 occupanti | ≤ 20 m |
| B3, E3 | ≤ 50 occupanti | ≤ 15 m |
| Cii1, Ciii1 | ≤ 50 occupanti | ≤ 20 m |
| Cii2, Ciii2 | ≤ 50 occupanti | ≤ 15 m |
| Cii3, Ciii3 | ≤ 50 occupanti | ≤ 10 m |
Le lunghezze possono essere incrementate in relazione a requisiti antincendio aggiuntivi (par. S.4.10). Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-18.
4. Quanto è lunga la strada: la lunghezza d'esodo
Da qualsiasi punto dell'attività, almeno una delle lunghezze d'esodo non deve superare il valore Les della tabella S.4-25, in funzione di Rvita (S.4.8.3); la definizione di lunghezza d'esodo è nel capitolo G.1 del Codice. Se la prima parte del percorso è un corridoio cieco, si verificano insieme la lunghezza d'esodo, comprensiva del tratto cieco, e le condizioni del punto 3. La verifica si può omettere nelle vie d'esodo verticali con caratteristiche di filtro e nelle vie d'esodo esterne. I valori della tabella possono essere incrementati in presenza di requisiti antincendio aggiuntivi (paragrafo S.4.10).
| Rvita | Les massima | Rvita | Les massima |
|---|---|---|---|
| A1 | ≤ 70 m | B1, E1 | ≤ 60 m |
| A2 | ≤ 60 m | B2, E2 | ≤ 50 m |
| A3 | ≤ 45 m | B3, E3 | ≤ 40 m |
| A4 | ≤ 30 m | Cii1, Ciii1 | ≤ 40 m |
| D1 | ≤ 30 m | Cii2, Ciii2 | ≤ 30 m |
| D2 | ≤ 20 m | Cii3, Ciii3 | ≤ 20 m |
Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-25.
5. Quanto è larga: la larghezza delle vie d'esodo
La larghezza minima di una via orizzontale (corridoio, porta, uscita) si calcola con LO = LU · nO (formula S.4-1), dove LU è la larghezza unitaria della tabella S.4-27 in mm per persona, in funzione di Rvita, e nO è il numero di occupanti che usano quella via nella condizione più gravosa. La condizione più gravosa si trova con la verifica di ridondanza (S.4.8.6): si rende indisponibile una via alla volta e si controlla che le altre, indipendenti da quella, bastino per tutti.
| Rvita | LU (mm/persona) | Attesa in coda |
|---|---|---|
| A1 | 3,40 | 330 s |
| A2 | 3,80 | 290 s |
| A3 | 4,60 | 240 s |
| A4 | 12,30 | 90 s |
| B1, C1, E1 | 3,60 | 310 s |
| B2, C2, D1, E2 | 4,10 | 270 s |
| B1 [1], B2 [1], B3, C3, D2, E3 | 6,20 | 180 s |
[1] Occupanti prevalentemente in piedi e densità di affollamento > 0,7 persone/m². Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-27.
La larghezza LO può essere suddivisa fra più percorsi (più porte, più corridoi), ma la larghezza di ciascun percorso deve rispettare i minimi della tabella S.4-28 (o essere oggetto di una specifica valutazione del rischio): questi dipendono dall'affollamento dell'ambito servito (cioè dal totale delle persone che usano le vie d'esodo che partono da quell'ambito).
| Larghezza minima | Criterio |
|---|---|
| ≥ 1200 mm | Affollamento dell'ambito servito > 1000 occupanti, oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi con densità > 0,7 persone/m² |
| ≥ 1000 mm | Affollamento dell'ambito servito > 300 occupanti |
| ≥ 900 mm | Affollamento dell'ambito servito ≤ 300 occupanti (larghezza adatta anche a chi usa ausili per il movimento) |
| ≥ 800 mm | Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 50 occupanti |
| ≥ 700 mm | Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 10 occupanti (singoli uffici, camere d'albergo, locali di abitazione) |
| ≥ 600 mm | Ambito con esclusiva presenza di personale formato, o presenza occasionale e breve di pochi occupanti (locali impianti o di servizio, piccoli depositi) |
Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-28.
L'altezza minima delle vie d'esodo è 2 m (S.4.8.4), con altezze inferiori ammesse per brevi tratti segnalati negli ambiti con solo personale formato o presenza occasionale e breve di pochi occupanti, o secondo una specifica valutazione del rischio. La larghezza si misura dal pavimento fino a 2 m di altezza, al netto degli ingombri sporgenti: esclusi gli estintori, i corrimano e i dispositivi di apertura delle porte con sporgenza fino a 80 mm (S.4.8.5). Nelle attività con densità di affollamento ≥ 0,7 persone/m² la via non deve restringersi da monte a valle; il Codice dice che dovrebbe valere anche nelle altre (S.4.8.5, comma 4).
Un esempio svolto: una sala da pranzo
Sala di 180 m² lordi, ristorante, due porte opposte. Il Codice indica per il ristorante un profilo B1 o B2 (tabella G.3-4): scegliamo B2, cautelativo, ed è una scelta che il progettista motiva.
- Affollamento. 0,7 persone/m² × 180 m² = 126 persone (tab. S.4-12).
- Uscite. Densità 0,7 > 0,4, quindi vale la riga «B2 [1]»: servono 3 uscite oltre 200 occupanti. Siamo a 126: 2 uscite indipendenti (tab. S.4-15, «altri casi»).
- Lunghezza d'esodo. Per B2 il limite è 50 m (tab. S.4-25). La lunghezza d'esodo si valuta con il metodo del filo teso, cioè in linea retta, senza tener conto degli arredi mobili come i tavoli (G.1.9). Le porte sono sui due lati corti, a 7,1 m dalla parete alta: il punto più lontano da entrambe è a metà di quella parete, e dista dalla porta più vicina √(7,5² + 7,1²) ≈ 10,3 m, molto sotto il limite. Il disegno mostra un percorso a spezzata di circa 12 m, più cautelativo del filo teso.
- Larghezza. Si toglie un'uscita: le 126 persone passano da quella rimasta. LU per B2 è 4,10 mm/persona (la riga 6,20 vale per chi è in piedi con densità > 0,7; qui si sta seduti e la densità è 0,7, non oltre): LO = 4,10 × 126 = 516,6 mm. Ma la tabella S.4-28 chiede almeno 900 mm per un ambito fino a 300 occupanti: ogni uscita da 900 mm.
Il calcolo di larghezza, da solo, avrebbe dato una porta di poco più di 50 cm. A comandare è il minimo della tabella, e a comandare in generale è l'esodo con un'uscita fuori uso: per questo il progetto si fa sulla condizione peggiore, non su quella normale.
Dove si sbaglia più spesso
- Contare le persone presenti oggi invece dell'affollamento di progetto, o dichiararne uno più basso e poi non rispettarlo.
- Verificare la lunghezza d'esodo senza includervi l'eventuale tratto di corridoio cieco, o non verificare quel tratto anche con le condizioni della tabella S.4-18.
- Calcolare la larghezza con tutte le uscite disponibili: la verifica di ridondanza toglie un'uscita alla volta. Fanno eccezione le vie a prova di fumo con caratteristiche di filtro, considerate sempre disponibili, a meno di una più restrittiva valutazione del rischio (S.4.8.6, comma 3).
- Restringere un corridoio lungo il percorso: la larghezza si valuta lungo tutta la via (S.4.8.5, comma 2).
- Dimenticare che porte, segnaletica e illuminazione di sicurezza fanno parte del sistema d'esodo: il calcolo è solo una parte del capitolo S.4.
- Ambito: porzione delimitata dell'attività (un piano, un compartimento, un locale, un'area a rischio specifico…)
- Superficie lorda: superficie in pianta entro il perimetro interno dell'ambito (muri esclusi); se l'ambito è su più piani o ha soppalchi, la somma dei piani (Codice, G.1.7)
- Varco: l'apertura di passaggio, per esempio la luce di una porta
- Attesa in coda: quanto tempo, al massimo, una persona aspetta per passare da quella via con la larghezza unitaria indicata
- Regola tecnica verticale: la regola del Codice dedicata a un tipo di attività (uffici, scuole, alberghi…), che integra o sostituisce quelle generali
- Rvita: profilo di rischio per la vita (spiegato nell'articolo sui profili): lettera per gli occupanti, numero per la velocità dell'incendio
- Les: lunghezza d'esodo massima, in metri
- Lcc: lunghezza massima del corridoio cieco, in metri
- LU, LO, nO: larghezza unitaria in mm per persona, larghezza minima in mm, numero di occupanti che usano la via
- Filtro: compartimento nel quale l'avvio e lo sviluppo dell'incendio sono resi trascurabili (Codice, G.1.8 e S.3.5.4); il filtro a prova di fumo è un filtro che in più impedisce l'ingresso del fumo (S.3.5.5)
- qf: carico d'incendio specifico, in megajoule al metro quadrato (MJ/m²), spiegato nell'articolo sul carico d'incendio
- Cii, Ciii: ambienti dove si dorme in attività gestita di lunga durata (Cii) o di breve durata (Ciii)
È una spiegazione del metodo. Non sostituisce il progetto: profili di rischio, affollamento, uscite e classi li attribuisce e li firma il professionista antincendio, sulla base dell'attività reale.
Provalo, e portaci il caso
Nel laboratorio dell'incendio vedi come fumo, allarme ed esodo si rincorrono su una pianta: è una simulazione didattica, non un calcolo di progetto. Per il tuo locale, il calcolo vero parte dalla pianta e dall'attività.
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