punto lontanoL ≤ Les2 uscite indipendenti · larghezza da verifica di ridondanzaTAV. 15 · SALA · LUNGHEZZE E LARGHEZZE D'ESODOSchema, non in scala · DM 3/8/2015, S.4 · UNI EN ISO 7010

Antincendio

Calcolo dell'esodo: affollamento, numero di uscite, lunghezze e larghezze

Quante persone ci sono, per quante uscite passano, quanto è lungo il percorso e quanto devono essere larghe le porte. Il capitolo S.4 del Codice risponde con poche tabelle e una formula: qui le ripercorriamo una per una, e le applichiamo a una sala da pranzo di 180 metri quadrati.

Ing. Eduardo BoenziAntincendioLettura: 12 minutiTesto del Codice riscontrato l'11 ottobre 2026
Il testo su cui si legge

I valori e i paragrafi di questo articolo sono quelli del Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015, allegato 1) nell'edizione coordinata dei Vigili del fuoco in vigore dal 1° gennaio 2023, revisione 00, riscontrati sul testo l'11 ottobre 2026. Una ricerca in rete della stessa data, limitata ai capitoli G.3, S.2 e S.4 e agli anni 2025 e 2026, non ha dato provvedimenti che li modifichino; per gli altri capitoli citati non è stata fatta. Non è un riscontro in Gazzetta Ufficiale, che va fatto prima di usare un valore in un progetto. Questa è la spiegazione di un metodo, non un calcolo da depositare.

I passi del calcolo

Il sistema d'esodo si progetta a partire da due dati per ciascun compartimento (paragrafo S.4.6): il profilo di rischio Rvita di riferimento e l'affollamento. Se l'ambito serve compartimenti con profili diversi, si prende il più gravoso ai fini dell'esodo. Da lì, in ordine: il numero di uscite, i corridoi ciechi, la lunghezza d'esodo, la larghezza. Il profilo Rvita si attribuisce come spiegato in Profili di rischio: come si attribuiscono.

punto lontano dalle portepercorso di esempio dal punto in ambra: circa 12 m; in linea retta (filo teso) ne bastano circa 915,00 m · sala lorda 180 m² · 126 persone (0,7 persone/m²)12,00 mRISTORANTE · Rvita = B2 · 2 uscite indipendenti da 900 mm · Les ≤ 50 mTAV. 11 · PIANTA DI UN RISTORANTE · ESODOSchema, non in scala · DM 3/8/2015, S.4.8 · UNI EN ISO 7010
L'esempio svolto nel testo: 126 persone, due uscite opposte, da un punto lontano dalle porte il percorso verso l'uscita più vicina è di circa 12 m (in linea retta, con il metodo del filo teso, ne bastano meno), ben sotto il limite di 50 m.

1. Quante persone: l'affollamento

L'affollamento massimo di ogni locale si ricava in uno di tre modi (S.4.6.2): moltiplicando la densità di affollamento della tabella S.4-12 per la superficie lorda del locale; applicando i criteri della tabella S.4-13; oppure seguendo la regola tecnica verticale dell'attività. Un ristorante, per esempio, ha 0,7 persone al metro quadrato.

Tabella S.4-12 · Densità di affollamento
Tipologia di attivitàDensità
Ambiti all'aperto per spettacolo o intrattenimento, delimitati e senza posti a sedere; locali al chiuso di spettacolo o intrattenimento senza posti a sedere e senza arredi, con carico d'incendio specifico qf ≤ 50 MJ/m²2,0 persone/m²
Ambiti per mostre ed esposizioni; ambiti di spettacolo o intrattenimento con arredi o con qf > 50 MJ/m²1,2 persone/m²
Ambiti adibiti a ristorazione0,7 persone/m²
Attività scolastica e laboratori (senza posti a sedere); sale d'attesa; uffici; vendita di piccole attività commerciali al dettaglio con settore alimentare o misto0,4 persone/m²
Vendita di medie e grandi attività al dettaglio con settore alimentare o misto; vendita al dettaglio senza settore alimentare; sale di lettura di biblioteche e archivi0,2 persone/m²
Ambulatori; vendita all'ingrosso; vendita di piccole attività al dettaglio con specifica gamma merceologica non alimentare0,1 persone/m²
Civile abitazione0,05 persone/m²

Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-12. Sintesi delle righe, valori riscontrati sulla tabella.

Tabella S.4-13 · Criteri per tipologia di attività
Tipologia di attivitàCriterio
Autorimesse pubbliche2 persone per veicolo parcato
Autorimesse private1 persona per veicolo parcato
Degenza1 degente e 2 accompagnatori per posto letto, più gli addetti
Ambiti con posti a sedere o posti letto (sale riunioni, aule scolastiche, dormitori)Numero di posti più gli addetti
Altri ambitiNumero massimo di presenti (addetti più pubblico)

Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-13.

Due cose da sapere. Il responsabile dell'attività può dichiarare un affollamento inferiore a quello calcolato, ma si impegna a rispettarlo, per ogni ambito e in ogni condizione d'esercizio: se poi il locale si riempie oltre il numero dichiarato, l'impegno non è rispettato. E se l'attività non rientra nelle tabelle, si può far riferimento a norme o documenti tecnici di organismi europei o internazionali riconosciuti.

2. Quante uscite

Ogni ambito deve avere almeno due vie d'esodo indipendenti (S.4.8.1.1): sono indipendenti quando è minima la probabilità che l'incendio le renda indisponibili insieme. Per le uscite da un locale o da uno spazio a cielo libero vale la tabella S.4-15.

Tabella S.4-15 · Numero minimo di uscite indipendenti
RvitaAffollamento dell'ambitoUscite
Qualsiasi> 500 occupanti3
B1 [1], B2 [1], B3 [1]> 200 occupanti3
Altri casi2
Se è ammesso il corridoio cieco (punto 3)1

[1] Ambiti con densità di affollamento > 0,4 persone/m². Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-15.

3. Il corridoio cieco

Il corridoio cieco è la parte di percorso in cui gli occupanti hanno una sola via d'esodo, senza alternative. Il Codice lo ammette, ma ne limita il numero di persone esposte e la lunghezza (S.4.8.2): ogni corridoio cieco deve rispettare insieme l'affollamento massimo e la lunghezza massima Lcc della tabella S.4-18. Il Codice consente di omettere la porzione finale del corridoio se è protetta in certi modi (comma 3 e tabella S.4-20): qui non entriamo nel dettaglio.

Tabella S.4-18 · Condizioni per il corridoio cieco
RvitaAffollamento massimoLcc massima
A1≤ 100 occupanti≤ 45 m
A2≤ 100 occupanti≤ 30 m
A3≤ 100 occupanti≤ 15 m
A4≤ 50 occupanti≤ 10 m
D1≤ 50 occupanti≤ 20 m
D2≤ 50 occupanti≤ 15 m
B1, E1≤ 50 occupanti≤ 25 m
B2, E2≤ 50 occupanti≤ 20 m
B3, E3≤ 50 occupanti≤ 15 m
Cii1, Ciii1≤ 50 occupanti≤ 20 m
Cii2, Ciii2≤ 50 occupanti≤ 15 m
Cii3, Ciii3≤ 50 occupanti≤ 10 m

Le lunghezze possono essere incrementate in relazione a requisiti antincendio aggiuntivi (par. S.4.10). Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-18.

4. Quanto è lunga la strada: la lunghezza d'esodo

Da qualsiasi punto dell'attività, almeno una delle lunghezze d'esodo non deve superare il valore Les della tabella S.4-25, in funzione di Rvita (S.4.8.3); la definizione di lunghezza d'esodo è nel capitolo G.1 del Codice. Se la prima parte del percorso è un corridoio cieco, si verificano insieme la lunghezza d'esodo, comprensiva del tratto cieco, e le condizioni del punto 3. La verifica si può omettere nelle vie d'esodo verticali con caratteristiche di filtro e nelle vie d'esodo esterne. I valori della tabella possono essere incrementati in presenza di requisiti antincendio aggiuntivi (paragrafo S.4.10).

A170 mA260 mA345 mA430 mB1, E160 mB2, E250 mB3, E340 mCii1, Ciii140 mCii2, Ciii230 mCii3, Ciii320 mD130 mD220 mLunghezza massima d'esodo Les, in funzione di Rvita. I valori possono essereincrementati con requisiti antincendio aggiuntivi (par. S.4.10).TAV. 10 · LUNGHEZZE D'ESODO MASSIMESchema · DM 3/8/2015, tab. S.4-25
Il limite dipende da Rvita e, dentro ogni lettera, scende al crescere del numero: da 70 m per A1 a 30 m per A4, da 60 m per B1 a 40 m per B3. I valori possono essere incrementati con requisiti antincendio aggiuntivi (S.4.10).
Tabella S.4-25 · Massime lunghezze d'esodo
RvitaLes massimaRvitaLes massima
A1≤ 70 mB1, E1≤ 60 m
A2≤ 60 mB2, E2≤ 50 m
A3≤ 45 mB3, E3≤ 40 m
A4≤ 30 mCii1, Ciii1≤ 40 m
D1≤ 30 mCii2, Ciii2≤ 30 m
D2≤ 20 mCii3, Ciii3≤ 20 m

Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-25.

5. Quanto è larga: la larghezza delle vie d'esodo

La larghezza minima di una via orizzontale (corridoio, porta, uscita) si calcola con LO = LU · nO (formula S.4-1), dove LU è la larghezza unitaria della tabella S.4-27 in mm per persona, in funzione di Rvita, e nO è il numero di occupanti che usano quella via nella condizione più gravosa. La condizione più gravosa si trova con la verifica di ridondanza (S.4.8.6): si rende indisponibile una via alla volta e si controlla che le altre, indipendenti da quella, bastino per tutti.

Tabella S.4-27 · Larghezze unitarie per vie d'esodo orizzontali
RvitaLU (mm/persona)Attesa in coda
A13,40330 s
A23,80290 s
A34,60240 s
A412,3090 s
B1, C1, E13,60310 s
B2, C2, D1, E24,10270 s
B1 [1], B2 [1], B3, C3, D2, E36,20180 s

[1] Occupanti prevalentemente in piedi e densità di affollamento > 0,7 persone/m². Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-27.

La larghezza LO può essere suddivisa fra più percorsi (più porte, più corridoi), ma la larghezza di ciascun percorso deve rispettare i minimi della tabella S.4-28 (o essere oggetto di una specifica valutazione del rischio): questi dipendono dall'affollamento dell'ambito servito (cioè dal totale delle persone che usano le vie d'esodo che partono da quell'ambito).

Tabella S.4-28 · Larghezze minime per vie d'esodo orizzontali
Larghezza minimaCriterio
≥ 1200 mmAffollamento dell'ambito servito > 1000 occupanti, oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi con densità > 0,7 persone/m²
≥ 1000 mmAffollamento dell'ambito servito > 300 occupanti
≥ 900 mmAffollamento dell'ambito servito ≤ 300 occupanti (larghezza adatta anche a chi usa ausili per il movimento)
≥ 800 mmVarchi da ambito servito con affollamento ≤ 50 occupanti
≥ 700 mmVarchi da ambito servito con affollamento ≤ 10 occupanti (singoli uffici, camere d'albergo, locali di abitazione)
≥ 600 mmAmbito con esclusiva presenza di personale formato, o presenza occasionale e breve di pochi occupanti (locali impianti o di servizio, piccoli depositi)

Fonte: DM 3/8/2015, tab. S.4-28.

L'altezza minima delle vie d'esodo è 2 m (S.4.8.4), con altezze inferiori ammesse per brevi tratti segnalati negli ambiti con solo personale formato o presenza occasionale e breve di pochi occupanti, o secondo una specifica valutazione del rischio. La larghezza si misura dal pavimento fino a 2 m di altezza, al netto degli ingombri sporgenti: esclusi gli estintori, i corrimano e i dispositivi di apertura delle porte con sporgenza fino a 80 mm (S.4.8.5). Nelle attività con densità di affollamento ≥ 0,7 persone/m² la via non deve restringersi da monte a valle; il Codice dice che dovrebbe valere anche nelle altre (S.4.8.5, comma 4).

Un esempio svolto: una sala da pranzo

Sala di 180 m² lordi, ristorante, due porte opposte. Il Codice indica per il ristorante un profilo B1 o B2 (tabella G.3-4): scegliamo B2, cautelativo, ed è una scelta che il progettista motiva.

  1. Affollamento. 0,7 persone/m² × 180 m² = 126 persone (tab. S.4-12).
  2. Uscite. Densità 0,7 > 0,4, quindi vale la riga «B2 [1]»: servono 3 uscite oltre 200 occupanti. Siamo a 126: 2 uscite indipendenti (tab. S.4-15, «altri casi»).
  3. Lunghezza d'esodo. Per B2 il limite è 50 m (tab. S.4-25). La lunghezza d'esodo si valuta con il metodo del filo teso, cioè in linea retta, senza tener conto degli arredi mobili come i tavoli (G.1.9). Le porte sono sui due lati corti, a 7,1 m dalla parete alta: il punto più lontano da entrambe è a metà di quella parete, e dista dalla porta più vicina √(7,5² + 7,1²) ≈ 10,3 m, molto sotto il limite. Il disegno mostra un percorso a spezzata di circa 12 m, più cautelativo del filo teso.
  4. Larghezza. Si toglie un'uscita: le 126 persone passano da quella rimasta. LU per B2 è 4,10 mm/persona (la riga 6,20 vale per chi è in piedi con densità > 0,7; qui si sta seduti e la densità è 0,7, non oltre): LO = 4,10 × 126 = 516,6 mm. Ma la tabella S.4-28 chiede almeno 900 mm per un ambito fino a 300 occupanti: ogni uscita da 900 mm.
Condizione normale (ipotesi: metà e metà)Sala126 personeUscita 163 personeUscita 263 personeUn'uscita alla volta fuori uso (S.4.8.6)Sala126 personeUscita 1 bloccataUscita 2126 personeLarghezza minima (S.4-1)LO = LU · nOLU = 4,10 mm/persona (Rvita = B2, tab. S.4-27)nO = 126 (condizione più gravosa)LO = 4,10 × 126 = 516,6 mmLarghezza minima del varco (tab. S.4-28)ambito servito ≤ 300 occupanti: ≥ 900 mmVale il maggiore: 900 mm per ciascuna uscitaTAV. 12 · VERIFICA DI RIDONDANZA E LARGHEZZASchema · DM 3/8/2015, S.4.8.6, S.4.8.7, tab. S.4-27, S.4-28
Si toglie un'uscita alla volta e si guarda se l'altra regge: qui il calcolo dà 517 mm, ma il minimo della tabella S.4-28 è 900 mm, e vince il minimo.
Che cosa insegna l'esempio

Il calcolo di larghezza, da solo, avrebbe dato una porta di poco più di 50 cm. A comandare è il minimo della tabella, e a comandare in generale è l'esodo con un'uscita fuori uso: per questo il progetto si fa sulla condizione peggiore, non su quella normale.

Dove si sbaglia più spesso

  • Contare le persone presenti oggi invece dell'affollamento di progetto, o dichiararne uno più basso e poi non rispettarlo.
  • Verificare la lunghezza d'esodo senza includervi l'eventuale tratto di corridoio cieco, o non verificare quel tratto anche con le condizioni della tabella S.4-18.
  • Calcolare la larghezza con tutte le uscite disponibili: la verifica di ridondanza toglie un'uscita alla volta. Fanno eccezione le vie a prova di fumo con caratteristiche di filtro, considerate sempre disponibili, a meno di una più restrittiva valutazione del rischio (S.4.8.6, comma 3).
  • Restringere un corridoio lungo il percorso: la larghezza si valuta lungo tutta la via (S.4.8.5, comma 2).
  • Dimenticare che porte, segnaletica e illuminazione di sicurezza fanno parte del sistema d'esodo: il calcolo è solo una parte del capitolo S.4.
Parole e sigle usate
  • Ambito: porzione delimitata dell'attività (un piano, un compartimento, un locale, un'area a rischio specifico…)
  • Superficie lorda: superficie in pianta entro il perimetro interno dell'ambito (muri esclusi); se l'ambito è su più piani o ha soppalchi, la somma dei piani (Codice, G.1.7)
  • Varco: l'apertura di passaggio, per esempio la luce di una porta
  • Attesa in coda: quanto tempo, al massimo, una persona aspetta per passare da quella via con la larghezza unitaria indicata
  • Regola tecnica verticale: la regola del Codice dedicata a un tipo di attività (uffici, scuole, alberghi…), che integra o sostituisce quelle generali
  • Rvita: profilo di rischio per la vita (spiegato nell'articolo sui profili): lettera per gli occupanti, numero per la velocità dell'incendio
  • Les: lunghezza d'esodo massima, in metri
  • Lcc: lunghezza massima del corridoio cieco, in metri
  • LU, LO, nO: larghezza unitaria in mm per persona, larghezza minima in mm, numero di occupanti che usano la via
  • Filtro: compartimento nel quale l'avvio e lo sviluppo dell'incendio sono resi trascurabili (Codice, G.1.8 e S.3.5.4); il filtro a prova di fumo è un filtro che in più impedisce l'ingresso del fumo (S.3.5.5)
  • qf: carico d'incendio specifico, in megajoule al metro quadrato (MJ/m²), spiegato nell'articolo sul carico d'incendio
  • Cii, Ciii: ambienti dove si dorme in attività gestita di lunga durata (Cii) o di breve durata (Ciii)
Che cosa è e che cosa non è

È una spiegazione del metodo. Non sostituisce il progetto: profili di rischio, affollamento, uscite e classi li attribuisce e li firma il professionista antincendio, sulla base dell'attività reale.

Provalo, e portaci il caso

Nel laboratorio dell'incendio vedi come fumo, allarme ed esodo si rincorrono su una pianta: è una simulazione didattica, non un calcolo di progetto. Per il tuo locale, il calcolo vero parte dalla pianta e dall'attività.

Ing. Eduardo Boenzi Ingegnere · professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno n. BN01760I00507 · Ordine degli Ingegneri della Provincia di Benevento n. 1760

Segue la prevenzione incendi dal progetto al rinnovo, gli impianti antincendio, elettrici e termici, la sicurezza sul lavoro e nei cantieri, l'energia e le pratiche catastali. Con l'Ing. Gennaro Mercaldo lavora insieme come Boenzi Mercaldo: in entrambe le sedi, a Pordenone e ad Airola (BN), lo studio segue tutti i servizi. Questi testi rispondono una volta per tutte alle domande che arrivano allo studio, e vengono aggiornati quando la norma cambia.

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