Catasto
DOCFA: quando la planimetria catastale va aggiornata, e perché conviene farlo per tempo
Una veranda chiusa, un bagno ricavato, una cantina diventata stanza: lavori che cambiano la consistenza dell'immobile. Il catasto lo deve sapere, e lo strumento con cui si dichiara è il DOCFA. Ecco quando serve, entro quanto tempo e che cosa succede se si rimanda.
Che cos'è il DOCFA
DOCFA (documenti catasto fabbricati) è la procedura con cui un tecnico abilitato dichiara all'Agenzia delle Entrate, che gestisce il catasto, una nuova unità immobiliare o la variazione di una esistente. La dichiarazione comprende la planimetria, gli elaborati e la proposta di classamento: categoria, classe e consistenza, da cui deriva la rendita.
Quando serve una variazione
Serve ogni volta che lo stato dell'immobile non corrisponde più a quello dichiarato. Gli esempi più frequenti:
- una diversa distribuzione degli spazi interni, con stanze aggiunte o tolte;
- la chiusura di un balcone o di un portico, una veranda, un soppalco abitabile;
- un cambio di destinazione d'uso, per esempio un garage o un magazzino trasformato in abitazione;
- la fusione di due unità o il frazionamento di una in due;
- un ampliamento o la demolizione di una parte.
Entro quanto tempo
La dichiarazione va presentata entro trenta giorni dal momento in cui il fabbricato è divenuto abitabile o servibile all'uso, o da quello in cui la variazione si è verificata: è il termine dell'articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 4/2006 (convertito dalla legge 80/2006) per le variazioni delle unità già censite, e dell'articolo 28 del regio decreto-legge 652/1939, come modificato (lettera a, per i fabbricati nuovi). Rimandare espone alle sanzioni previste per l'omessa dichiarazione e, soprattutto, lascia il problema a chi dovrà vendere o comprare.
Che cosa cambia per rendita e IMU
Per le abitazioni la rendita catastale è il prodotto della consistenza, espressa in vani, per la tariffa d'estimo della zona, della categoria e della classe. Più vani significa più rendita. E la rendita è la base di molte imposte: per l'IMU, per esempio, si rivaluta del 5 per cento e si moltiplica per un coefficiente che per le abitazioni del gruppo A, escluso l'A/10, vale 160 (art. 1, comma 745, L. 160/2019). Una variazione non dichiarata non fa risparmiare: sposta il problema avanti, quando l'accertamento arriva con gli arretrati.
La planimetria nelle compravendite
Negli atti di trasferimento dei fabbricati gli intestatari dichiarano che i dati catastali e la planimetria depositata sono conformi allo stato di fatto, a pena di nullità dell'atto. La nullità riguarda l'assenza della dichiarazione o dell'attestazione; una dichiarazione non veritiera espone ad altre responsabilità. La dichiarazione può essere sostituita dall'attestazione di un tecnico abilitato (art. 29, comma 1-bis, L. 52/1985, introdotto dall'art. 19, comma 14, del D.L. 78/2010). Se non lo sono, il giorno del rogito non è il momento di scoprirlo: la variazione va presentata prima, e prima ancora va verificata la regolarità edilizia, che è un'altra cosa. La conformità catastale non sana un abuso.
Prima di mettere in vendita, o prima di firmare un preliminare, fai confrontare visura e planimetria con lo stato reale. È un controllo che evita rinvii al momento dell'atto.
Provalo nel simulatore
Nel simulatore del catasto attivi una veranda, un bagno, una camera nel sottotetto, un garage trasformato, e vedi come cambiano la planimetria, la rendita e l'imposta, con la variazione dichiarata e senza.
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